Accumulazione/Distribuzione (AD)

E’ un oscillatore di momentum basato sulle tendenze dei prezzi, sviluppato da Marc Chaikin, un commerciante (trader) che ha riconosciuto

l’importanza del fatto che il movimento attuale del prezzo di un titolo è controllato dagli acquirenti (fase di accumulazione)

o dai venditori (fase di distribuzione).

 

DEFINIZIONE: oscillatore momentum

Un oscillatore di momentum è un tipo di indicatore basato sul prezzo.

Il Momentum misura il tasso di variazione nel prezzo; un oscillatore mostra come il valore cambia in relazione ad un valore

nominale o di valori nel tempo.

L’indicatore A/D si basa sui prezzi di un solo giorno ed identifica se acquirenti o venditori hanno determinato i livelli di prezzo e i movimenti.

Una serie di giorni A/D espressi in una media mobile e divisi per il volume per il periodo di media (in genere 21 giorni) è chiamato

il Money Flow Chaikin (CMF), un forte segno tecnico che spesso fornisce segnali di inversione, in anticipo alla svolta, e che può

essere confermato da segnali candlestick.

 

DEFINIZIONE: L’indicatore A/D

L’indicatore A/D è un oscillatore di moto. Il suo valore va oltre il calcolo iniziale, però.

La media mobile dell’A/D serve come base per il segnale più rivelatore, il Money Flow Chaikin (CMF).

La tendenza A/D è importante perché rivela ciò che può essere un cambiamento altrimenti invisibile o sottile nel moto (momentum).

Una focalizzazione sugli indicatori di ampiezza (breath indicators) può ritenere che, fintanto che i prezzi rimangono all’interno del trading

range stabilito, nessun cambiamento è all’orizzonte.

L’ A/D può dimostrare che anche quando i prezzi rimangono al di sotto di resistenza e sopra un supporto, uno sviluppo di cambiamento nel controllo

precede un inversione di tendenza e, spesso, una rottura (breakout) del trading range stabilito.

Quando la formula di base dell’A/D si espande in CMF ed è inclusa in un grafico a candela, fornisce una ulteriore forma significativa di informazione

tecnica e di sviluppo di tendenza.

 

DEFINIZIONE: Indicatori di ampiezza (breadth indicators)

Un indicatore di ampiezza misura gli aumenti (progressi) e i cali (declini) nel prezzo per identificare la partecipazione

tra gli operatori in un titolo specifico o nel mercato in generale.

 Il grafico di American Express (AXP) mostra sia il movimento dei prezzi che l’A/D (Figura seguente).

Si noti come l’ A/D spesso precede le variazioni di prezzo.

Ad esempio, alla fine della prima settimana di dicembre, sembra che il prezzo stia proseguono verso l’alto, ma la linea A/D comincia a cadere,

anticipando il declino del prezzo che non segue fino ad una settimana dopo.

Ciò indica che il trend rialzista stava finendo.

Pochi giorni dopo, il prezzo ha raggiunto il fondo della sua tendenza al ribasso quando l’A/D è sceso sotto la linea dello zero.

Tuttavia, l’ A/D ha cominciato a muoversi verso l’alto una sessione prima che il prezzo lo ha seguito.

Ancora una volta, l’inversione dell’A/D ha preceduto l’inversione del prezzo.

 

 

Average True Range (ATR)

A volte confuso con il più semplice vero campo (true range), che è una forma di fusione tra due sessioni consecutive, l’ ATR è la media di 14 periodi

destinati ad appianare la volatilità a breve termine.

Originariamente sviluppato da J. Welles Wilder e caratterizzato nel suo libro del 1978, Nuovi concetti di Trading Systems Tecnici (Trend Research),

l’indicatore riconosce che la volatilità può impedire, ai commercianti (traders), di riconoscere la vera tendenza in corso e diventare invece troppo

concentrato sulla volatilità dei prezzi a breve termine.

Il risultato dell’ ATR si basa sul punto di partenza.

Poiché il calcolo di tutti i livelli presenti e futuri di ATR sta per essere affetto dal livello di volatilità nei primi 14 periodi, il risultato verrà influenzato se

tali periodi sono molto volatili, o molto lisci.

Con questo in mente, la precisione può essere migliorata calcolando l’ATR basato su un periodo iniziale più lungo, forse anche un intervallo di 52

settimane invece di soli 14 giorni.

Anche con il periodo più lungo, la volatilità durante quel periodo paragonata ai livelli di volatilità più recenti, può anche alterare e distorcere l’ATR.

Un secondo problema nasce dal fatto che i titoli a prezzo basso tendono a muoversi in un intervallo più ristretto rispetto a titoli più costosi.

Come risultato, titoli a prezzo basso tendono ad avere ATR più basso e titoli più costosi tendono ad avere ATR più alto, poiché il calcolo è basato sul

range (gamma) di punti.

Un’alternativa potrebbe essere quella di utilizzare variazioni percentuali nel corso del periodo mediato (che la media calcolata).

Tuttavia, la combinazione di livelli di prezzo di negoziazione dei diversi titoli, con la questione del punto di partenza per il calcolo, rende l’ ATR un

indicatore difficile sul quale fare affidamento per la temporizzazione delle decisioni.

Lo studio dei pattern candlestick per confermare modelli di prezzo e  volume è un metodo più accurato per misurare la volatilità dei prezzi.

 

PUNTO CHIAVE:

Ci sono due problemi con l’ATR.

Innanzitutto, il risultato varia a seconda della volatilità del punto di partenza.

In secondo luogo, il calcolo si basa sulla gamma (range) dei punti, così i titoli a prezzo basso tendono ad avere ATR più basso rispetto

ai titoli più costosi, con più punti che si diffondono nel loro range.