ANALISI PRE – OPERATIVA

Vediamo ora  una sequenza di 6 passi che ci permette di fare del nostro meglio e di non lasciare niente al caso: questa sequenza deve diventare la nostra routine, prima di ogni operazione.

Averne una ci consente di essere più preparati e ci mantiene più disciplinati e costanti, fattori fondamentali per un trading di successo.

I professionisti sono molto sistematici quando affrontano i mercati, mentre i trader perdenti operano affidandosi al caso.

Per effettuare al meglio la nostra analisi:

1 – dobbiamo eseguire un’analisi multi-time frame per determinare il contesto di mercato.

Qualunque sia il nostro time frame operativo, bisogna avere sempre una visione d’insieme di ciò che accade nel mercato, una volta che abbiamo questa, possiamo concentrarci su un particolare orizzonte temporale del mercato, in cui operare.

Analizziamo in sequenza i vari time frame partendo dal più grande al più piccolo.

Se operiamo come day-trader, la sequenza adatta è la seguente:

  • Daily/1H/15M/5M

In ognuno di questi frame dobbiamo guardare se il mercato si trova in trend o in congestione.

  • Se è in trend,  guardiamo la direzione e se è “maturo”, cioè se è arrivato alla sua fine o se può ancora proseguire.
  • Se c’è congestione vediamo da che parte della congestione ci troviamo, e se questa è appena iniziata o si protrae a lungo.

 

2 – dobbiamo segnare i punti chiave del mercato nel grafico, che con alta mobilità provvederanno da supporto e resistenza.

Controlliamo se ci sono ed evidenziamo nel grafico:

  • supporti o resistenze
  • nodi all’interno di zone di congestione o trading range
  • punti di lancio, cioè punti dove l’ingresso di compratori o venditori in maniera massiccia è evidente (inizio dei picchi o dei crolli)
  • code
  • gap
  • precedenti supporti o resistenze che sono stati rotti e si sono trasformati nel loro opposto
  • i livelli di massimo, minimo e di chiusura della giornata precedente, della settimana precedente e del mese precedente (livelli di reazione del prezzo)

Ovviamente più è alto il time-frame, più saranno importanti quelle aree una volta che scenderemo su un time frame più basso.

Ogni volta che cambiamo time frame, andiamo a ripetere lo stesso processo.

Quando identifichiamo le aree chiave del mercato, un concetto importantissimo è quello della confluenza, cioè della presenza di più elementi chiave che si sovrappongono; quando si verificano queste condizioni è probabile che l’area offra una grossa reazione quando viene testata.

3 – dobbiamo controllare il calendario economico, per sapere se sono previste importanti news macro-economiche oggi o nei prossimi giorni.

Vi sono due grossi errori che vengono fatti:

1)si fa trading in modo semplicistico, cioè comprando se la notizia è buona o vendendo se è cattiva. Questa è una strategia perdente, perché di solito le notizie sono già incorporate nei prezzi di mercato.

Quando invece le notizie colgono di sopra il mercato, è molto difficile seguirle a causa dell’alta volatilità, e possiamo essere sbatutti fuori facilmente.

2) si ignora completamente la notizia: questo è sbagliato, perché ci esponiamo a un grosso rischio senza esserne consapevoli, non riuscendo poi a capire perché il mercato ha reagito in un certo modo.

Quello che dobbiamo fare è conoscere l’orario di rilascio delle notizie, e stare fuori dal mercato a partire dai 30-15 minuti prima dell’uscita. Questo perché l’alta volatilità ci può stoppare facilmente, facendoci subire una perdita non necessaria.

 

4 – avere una misura della volatilità, mediante ATR a 1-5-10 giorni ed essere consapevoli e a conoscenza dei volumi e della volatilità dell’ambiente.

Una variabile fondamentale è la volatilità. Conoscerla ci dà un grande vantaggio sui mercati e sugli altri traders.

Se la volatilità è alta, influenza le entrate e le uscite. Quindi lo stop generalmente deve essere più largo e le uscite più lontane, perché il mercato ha la capacità di percorrere molto spazio prima di fermarsi. Quando vediamo un’esplosione di volumi o una rottura, è il momento buono per entrare.

Se invece la volatilità è bassa, sia gli stop che gli obiettivi di profitto si restringono e bisogna essere molto cauti quando tentiamo di entrare sfruttando il momentum del mercato, perché probabilmente il movimento non sarà sostenuto e tornerà indietro.





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